Stato nutrizionale prima della chirurgia pelvica: quanto pesa davvero

clinica

Riassunto

Cosa hanno fatto Revisione sistematica con meta-analisi, condotta secondo PRISMA, su 9 coorti retrospettive per 1.057 pazienti sottoposti a exenterazione pelvica per tumori pelvici avanzati o recidivi (colorettali, ginecologici, vescicali, sarcomi dei tessuti molli). Età mediana 56 anni. Esposizione: stato nutrizionale preoperatorio valutato con albumina sierica, BMI e Subjective Global Assessment (SGA). Esiti: complicanze postoperatorie, in gran parte classificate con Clavien-Dindo, durata della degenza e reinterventi. Non riportato: la soglia usata per definire il BMI basso, il periodo coperto dalla ricerca, il numero di registrazione del protocollo. Cosa hanno trovato Un BMI basso risulta associato a maggiore morbilità postoperatoria (OR 1,12; IC 95% 1,02-1,23; p=0,02). Ipoalbuminemia (<35 g/L) e malnutrizione definita con SGA vanno nella stessa direzione ma senza raggiungere la significatività: OR 1,38 (IC 95% 0,62-3,08; p=0,44) e OR 1,24 (IC 95% 0,24-6,48; p=0,09), quindi nessuna differenza dimostrata per questi due indicatori. Sugli esiti secondari i pazienti malnutriti hanno degenze più lunghe (SMD 0,44; IC 95% 0,26-0,62; p<0,00001) e più reinterventi (OR 1,82; IC 95% 1,08-3,09; p=0,03). Eterogeneità (I²) e certezza dell'evidenza non riportate.

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