Ultra-processati e rischio di malattia: l'effetto è dose-dipendente
Riassunto
Cosa hanno fatto Meta-analisi dose-risposta di 51 studi di coorte prospettici, per un totale di 8.819.894 adulti (età non riportata nell'abstract), che ha valutato il consumo di alimenti ultra-processati (UPF, classificazione NOVA) in relazione al rischio di più patologie croniche. L'esposizione è stata misurata con questionari di frequenza alimentare, richiami delle 24 ore o storia dietetica. La ricerca sistematica ha coperto la letteratura fino ad aprile 2026. Non riportato nell'abstract: età media dei partecipanti, paesi di provenienza delle coorti, durata media del follow-up. Cosa hanno trovato Il consumo di UPF è risultato associato a rischio maggiore di eventi cardiovascolari (HR 1,24; IC 95% 1,14–1,36), cancro (HR 1,12), obesità/sovrappeso (HR 1,23), sindrome metabolica/diabete (HR 1,24), depressione/ansia (HR 1,27), patologie digestive (HR 1,31) e mortalità per tutte le cause (HR 1,18; IC 95% 1,10–1,26). Per ogni 100 g/die aggiuntivi di UPF il rischio sale ulteriormente per gli stessi esiti (HR dose-risposta tra 1,02 e 1,14). Non riportato in forma completa qui: IC 95% per ciascun HR sopra elencato, I² per esito, numero di coorti per outcome (dettaglio non presente nell'abstract).